CORONAVIRUS: la nostra vita è cambiata

La pandemia da Coronavirus è un evento eccezionale che nessuno, neanche i più grandi virologi ed esperti di igiene pubblica, è stato capace di prevedere. Siamo stati colti tutti all’improvviso. Chi poteva pensare di poter vivere una cosa simile!
Questo nemico invisibile è arrivato in silenzio, piano piano. Ha sconvolto la nostra vita, la nostra routine quotidiana, le nostre certezze e, soprattutto, i nostri progetti futuri.

La nostra vita si è fermata, si congelata come in un sogno. La mia nipotina, Matilde, che ha una fantasia smisurata come tutti i bimbi di quell’età, dice che il mondo sembra diventato come quello del cartone animato di “Frozen”: tutto ghiacciato. È in fondo è proprio così. Ma è non solo il mondo dove viviamo ad essere congelato.
Anche Noi, come persone, stiamo sopravvivendo. La nostra esistenza è come se si fosse fermata, come se fossimo bloccati con le gambe in delle sabbie mobili e non potessimo andare da nessuna parte.

Questo blocco, questa immobilità è solo all’esterno.

Emotivamente invece percepiamo uno turbamento enorme. Siamo preoccupati, agitati, impauriti. Molto frequentemente siamo colti dall’ansia e dal panico che questa situazione non si potrà̀ mai risolvere, che tutto quello che sta succedendo sia irreparabile e che le nostre vite, le nostre certezze, stanno sfuggendo dal nostro controllo.

In queste situazioni di forte stress e di stanchezza fisica, che percepiamo intensamente anche se siamo in casa la maggior parte del giorno, non bisogna dimenticare di curare anche l’altro aspetto che è importante per qualunque persona: quello emozionale.
È vitale ricordare prima di tutto che emozioni co
me la paura e l’ansia sono assolutamente normali.

Anzi, perfino utili, o come dice il mio responsabile, il Prof. Perna, “emozioni amiche”. Questo perché in situazioni di pericolo o in quelle in cui dobbiamo ottenere un risultato, ci possono aiutare ad essere prestanti ed attivi (ad es. prima di un appuntamento importante, prima di una partita a tennis).

Ci consentono di attivare il nostro corpo e il nostro cervello alla “lotta” che ci aspetta ed a puntare ad ottenere il massimo risultato possibile.

Solo quando l’ansia, la tensione e la paura diventano eccessive, improvvise o immotivate, causando sofferenza e riduzione della qualità di vita, allora possono diventare patologiche. Nemiche. In alcuni casi diventano a veri e propri disturbi.

Nel momento in cui siamo al centro di un’emergenza che riguarda la salute collettiva, come quella che stiamo vivendo ora, è possibile che il nostro sistema di allarme, la centralina della percezione del pericolo (una sorta di antifurto) presente nel nostro cervello, possa improvvisamente suonare anche per minimi stimoli.

È come se l’allarme della nostra macchina, invece di suonare per un urto, si mettesse a “suonare continuativamente” ogni volta che una piccola foglia cade sul cofano o per un colpo di vento.

Un sistema ipersensibile, in costante iperallerta per ogni piccolo segnale. Così, involontariamente o senza accorgersene, siamo in grado di reagire, spesso eccessivamente e in malo modo, ad ogni stimolo.

Con i figli o con il partner che magari dicono una cosa di poco conto che invece ci urta eccessivamente, oppure per le le notizie ascoltate dai TG o lette sui giornali.

Un’altalena di sensazioni che rischiano di farci perdere il controllo e la visione delle cose.

Ee è anche possibile arrivare a provare sensazioni di profonda tristezza e angoscia.

È normale che vivere un momento così brutto sia stressante. Ogni aspetto della vita può essere pesante e insopportabile. Tendere involontariamente ad ingigantire ogni cosa.

È tutto estremamente normale e comune. Avere paura ed ansia è umano, non siamo supereroi.

La difficoltà maggiore di questi giorni è riuscire a gestire lo stress specialmente quando l’incertezza di questi eventi e delle situazioni aumenta di ora in ora e non sempre mai esserci una fine.

Se poi arriviamo da un precedente periodo in cui la nostra mente e il nostro fisico erano già̀ debilitati dal panico, dall’ansia o dalla depressione, tutto può ancora essere più pesante.

Se quindi i vissuti che percepiamo, quelli di paura, ansia e anche di rabbia, sono assolutamente normali, comuni e consumano al massimo le nostre risorse, allora è utile impegnarsi per evitare che questi però diventino eccessivi e che esauriscano totalmente le nostre forze psico-fisiche.

Ma cosa possiamo fare?

Per primo è fondamentale ricordarsi che non siamo soli e che, tutti insieme, possiamo vincere questa battaglia. Tutti percepiamo e viviamo le stesse emozioni.

Una volta che abbiamo capito che quello che si vive è normale, mi permetto di darvi, come psichiatra che lavora e fa ricerca nel campo dei disturbi d’Ansia, di Panico e dell’Umore, delle indicazioni pratiche, concrete, semplici e affidabili che ci possono “consigliare” come comportarci per non farsi sconfiggere dalle preoccupazioni.

  1. TROVARE DELLO SPAZIO PER VOI STESSI (almeno 20 minuti al giorno). Utile per scaricare la tensione e soprattutto distrarsi. Non sentitevi in colpa se magari non si ha voglia di fare nulla, di dedicarsi alle mansioni domestiche od ad altre incombenze. In questo momento la priorità̀ siete VOI!
  2. ALLENARSI con regolarità̀, almeno 30 minuti. L’attività fisica permette al nostro corpo, tramite le terminazioni nervose periferiche a livello dei muscoli, di comunicare informazioni POSITIVE al cervello. Sono informazioni di attività, di fitness utili che aiutano a deviare dai pensieri negativi e ripetitivi dovuti all’ansia. Sarebbe meglio eseguire questi esercizi al risveglio, utilizzando, ad esempio, i numerosi video-guida che potete trovare sulle piattaforme internet come YouTube. Anche solo semplici esercizi di allungamento muscolare possono risultare fondamentali per sentirsi bene nel proprio corpo che, per via della quarantena, si muove poco.
  3. ALIMENTARSI ed IDRATARSI in modo equilibrato e regolare. Frutta e verdura sono fondamentali, non solo in questo momento. Bisogna evitare di aumentare di peso, di mangiare cibo “spazzatura” che alterno il nostro sistema intestinale e favoriscono i processi infiammatori e ossidativi. Però, se ogni tanto, si vuole fare uno sgarro con qualcosa di non proprio salutare ma delizioso, ben venga! Senza sensi di colpa e gustatelo con piacere!
  4. DORMITE con regolarità̀. È fondamentale regolare il sonno perché, muovendosi poco, il rischio è di non riuscire a dormire la notte e di essere avvolti dai pensieri negativi mentre si cerca di prendere sonno. Evitare di fare sonnellini durante il giorno, se è possibile. Se non si riesce, che non durino più di 20 minuti. Cercare sempre di andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora perché questo facilità il regolare ciclo sonno-veglia tramite la produzione degli ormoni come la melatonina che permettono di evitare così di avere una sorta di jat-lag casalingo.
  5. Ridurre l’utilizzo di caffeina o di sostanze stimolanti (es. energy drink) che possono aumentare la tensione, l’ansia e non aiutare il sonno.
  6. Limitate il consumo di alcolici
  7. Evitate sostanze stupefacenti
  8. COMUNICARE frequentemente con i vostri familiari e amici, non solo con i classici messaggini spesso impersonali, ma con delle chiamate o delle videochiamate per sentire il calore umano. Questo aiuta a sentirvi meno soli e a supportarsi a vicenda
  9. LIMITARE LA RICERCA CONTINUE DI NOTIZIE sul Coronavirus perché, le molte news che arrivano ogni minuto, spesso diverse e in contraddizione tra di loro. Aumentano solamente l’incertezza e il senso di smarrimento. Utilizzare sempre fonti affidabili e non siti diffusi sui social-network che spesso nascondono informazioni false ed inventante
  10. NON PRENDERE DECISIONI SULL’ONDA DELL’EMOTIVITA’. Riguarda tutti gli aspetti di vita, da quello relazionale fino a quello finanziario. Niente è più sbagliato di decidere quando si è persa la visione del lungo periodo o si è sovvrastati dall’ansia.
francesco cuniberti

Francesco Cuniberti

Medico Psichiatra

Sono uno Medico specializzato in Psichiatria nel Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” a Torino.

Lavoro nel team guidato dal Prof. Giampaolo Perna come Assistente alla Ricerca presso il Dipartimento di Scienze Biomediche – Humanitas University a Milano e come psichiatra clinico nel “Centro di Medicina Personalizzata sui Disturbi d’Ansia e di Panico” presso la Casa di Cura San Pio X Humanitas a MilanoInoltre, sono Assistente alla Ricerca presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche presso la Casa di Cura Villa San Benedetto Menni – Suore Ospedaliere a Como.

Mi occupo principalmente di Disturbi d’ansia, di Panico e di Depressione